Attività  chirurgica

INTERVENTI EFFETTUATI Morbilità  % Mortalità  %
Carotidi 1.8 0.6
Tronchi sovraaortici e art. vertebrali 1 0
Tumori del glomo carotideo 0 0.0
Aneurismi Toracici e Dissezioni 5 0-10
Aneurismi Toraco-Addominali 10 0-10
Aneurismi dell’aorta addominale 2-15 1-9
Arterie viscerali e renali 3 0
Arteriopatie ostruttive degli arti
Aorta e vasi iliaci 2 0
Arterie femorali 4 0
Vasi poplitei e tibiali 10 0
Aneurismi poplitei 8 4
Traumi vascolari 5 1
Embolie e trombosi 3 2
Accessi per emodialisi 2 0
Varici e patologia venosa 0 0

 

L’insufficienza cerebrovascolare è una patologia grave, che comporta deficit neurologici (ictus/stroke) o morte del paziente, legata a lesioni ostruttive delle arterie carotidi e/o vertebrali.

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Il trattamento prevede un intervento di chirurgia open, che viene effettuato in anestesia  locoregionale, con un monitoraggio in continua dei vasi intracranici durante la chiusura temporanea dell’asse carotideo, l’asportazione della placca e la ricostruzione del vaso con l’interposizione di un patch in materiale sintetico o biologico, come si può vedere nel caso sottostante.

Placca carotidea all'apertura della biforcazione

Placca carotidea all’apertura della biforcazione

Biforcazione carotidea dopo l'asportazione della placca

Biforcazione carotidea dopo
l’asportazione della placca

Chiusura del vaso mediante un patch in Dacron

Chiusura del vaso mediante un patch in Dacron

Chiusura del vaso mediante un patch in materiale biologico

Chiusura del vaso mediante un
patch in materiale biologico

In alternativa all’intervento chirurgico, in casi selezionati, si può procedere al posizionamento di uno stent metallico, che schiaccia la placca sulla parete (stenting carotideo).  Lo stent, introdotto, con una anestesia locale, attraverso l’arteria femorale, viene poi dilatato con un palloncino, proteggendo il circolo cerebrale da eventuali emboli con un sistema di protezione, precedentemente posizionato nella carotide interna, a valle della lesione.

Stenosi carotidea sinistra evidenziata nell'ovale

Stenosi carotidea sinistra
evidenziata nell’ovale

Lo stent è stato posizionato. La freccia indica il sistema di protezione a valle dello stent

Lo stent è stato posizionato.
La freccia indica il sistema di
protezione a valle dello stent

Controllo angiografico dopo la dilatazione dello stent con il palloncino

Controllo angiografico dopo
la dilatazione dello stent con
il palloncino

Controllo con ecocolorDoppler dello stent, dopo 6 mesi

Controllo con ecocolorDoppler
dello stent, dopo 6 mesi

Gli aneurismi e le dissezioni dell’aorta toracica sono alterazioni della parete dell’aorta, che può rompersi, provocando uno shock emorragico del paziente ed il suo decesso.

Aneurisma sacciforme dell'arco aortico all'interno del cerchio

Aneurisma sacciforme dell’arco aortico all’interno del cerchio

Le frecce indicano una dissecazione dell'aorta toracica discendente

Le frecce indicano una dissecazione dell’aorta
toracica discendente

Attualmente tali patologie possono essere trattate con minor rischio di mortalità  o altre complicanze, fra le quali la più grave e certamente la paraplegia del paziente, ricorrendo all’uso di endoprotesi toraciche, che vengono introdotte e posizionate, in anestesia spinale, attraverso un vaso periferico (arterie femorali o iliache).

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Gli aneurismi dell’aorta addominale isolati o in associazione a quelli iliaci rappresentano una patologia in continuo aumento per l’incremento dell’età  media della popolazione ed anche il miglioramento e la diffusione delle indagini strumentali a cui i pazienti vengono sottoposti. Purtroppo esiste ancor oggi di aneurismi che giungono alla nostra osservazione in rottura.

Ricostruzione tridimensionale di una angio TC, che evidenzia aneurismi dell'aorta addominale e dell'asse Iliaco di sinistra

Ricostruzione tridimensionale di una angio TC, che
evidenzia aneurismi dell’aorta addominale e dell’asse Iliaco di sinistra

Foto intraoperatoria che evidenzia l'ematoma  retroperitoneale (frecce) da rottura di un grosso aneurisma aortico sottorenale

Foto intraoperatoria che evidenzia l’ematoma
retroperitoneale (frecce) da rottura di un grosso aneurisma aortico sottorenale

Anche in questi casi al trattamento chirurgico tradizionale si affianca il posizionamento di endoprotesi, introdotte nella sacca aneurismatica per via transfemorale, in anestesia locale o spinale. La scelta fra le due procedure è condizionata dalla conformazione anatomica dell’asse aorto-iliaco e dalle condizioni generali del paziente.

Foto intraoperatoria al termine di un innesto in Dacron aorto-bisiliaco, effettuato per aneurisma aortico e dei due assi iliaci.

Foto intraoperatoria al termine di un innesto in Dacron
aorto-bisiliaco, effettuato per aneurisma aortico e dei due assi iliaci.

Ricostruzione tridimensionale di una angio-TC effettuata a distanza di 2 anni dall'impianto di una endoprotesi biforcata.

Ricostruzione tridimensionale di una angio-TC effettuata
a distanza di 2 anni dall’impianto di una endoprotesi biforcata.


Anche le arterie viscerali possono andare incontro a lesioni ostruttive o aneurismatiche, con notevoli danni agli organi che esse irrorano (fegato, reni, intestino, milza), o rischio di emorragie per rottura.

Aneurisma dell'arteria epatica: foto intraoperatoria

Aneurisma dell’arteria epatica: foto intraoperatoria

Aneurisma dell'arteria mesenterica superiore (frecce): angio RM

Aneurisma dell’arteria mesenterica
superiore (frecce): angio RM

Aneurisma dell'arteria splenica: ricostruzione 3D di una angio-TC

Aneurisma dell’arteria splenica:
ricostruzione 3D di una angio-TC

 

La rivascolarizzazione delle arterie viscerali può, nella maggior parte dei casi, essere effettuata mediante stent ricoperti e solo in alcuni casi si deve ricorrere ad una chirurgia open, peraltro piuttosto impegnativa per il paziente ed il chirurgo.

Aneurisma dell'arteria epatica (a sinistra) trattato  con uno stent ricoperto (a destra)

Aneurisma dell’arteria epatica (a sinistra) trattato
con uno stent ricoperto (a destra)

Ricostruzione dell'arteria epatica con un segmento di vena safena( frecce), dopo resezione della sacca aneurismatica

Ricostruzione dell’arteria epatica con un segmento di vena
safena( frecce), dopo resezione della sacca aneurismatica


L’arteriosclerosi ed il diabete sono alla base delle lesioni ostruttive degli assi arteriosi iliaco-femoro popliteo-tibiali. Le lesioni possono essere isolate o diffuse a tutte le arterie degli arti.

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Le lesioni segmentarie vengono adeguatamente trattate con angioplastica transluminale (PTA) in associazione o meno a stent. Per le lesioni lunghe si preferisce utilizzare bypass in vena grande safena autologa o, in mancanza di essa, in materiale sintetico

Ostruzione segmentaria della femorale superficiale al terzo medio di  coscia: ricanalizzazione del vaso e posizionamento di uno stent

Ostruzione segmentaria della femorale superficiale al terzo medio di
coscia: ricanalizzazione del vaso e posizionamento di uno stent

Dopo insuccesso di ricanalizzazione e stenting dell'asse femoro-popliteo si è proceduto al confezionamento di un bypass femoro-popliteo, al di sotto della rima articolare del ginocchio, in vena autologa invertita

Dopo insuccesso di ricanalizzazione e stenting dell’asse femoro-popliteo
si è proceduto al confezionamento di un bypass femoro-popliteo, al di sotto della rima articolare del ginocchio, in vena autologa invertita


Gli aneurismi poplitei sono una patologia tutt’altro che rara, che spesso porta a trombosi acuta dell’asse arterioso con successiva ischemia grave di gamba e piede.

Ricostruzione 3D di un voluminoso aneurisma dell'arteria poplitea destra

Ricostruzione 3D di un voluminoso aneurisma dell’arteria poplitea destra

La foto intraoperatoria mostra il trombo presente all'interno di un aneurisma popliteo

La foto intraoperatoria mostra il trombo presente all’interno di un aneurisma popliteo


Foto intraoperatoria e controllo angiografico postoperatorio del bypass femoro-popliteo in materiale sintetico, effettuato per aneurisma del tratto terminale della femorale superficiale e della poplitea

Foto intraoperatoria e controllo angiografico postoperatorio del
bypass femoro-popliteo in materiale sintetico, effettuato per
aneurisma del tratto terminale della femorale superficiale e della poplitea

Negli aneurismi poplitei le procedure endovascolari non garantiscono ancora risultati a distanza  soddisfacenti

Negli aneurismi poplitei le procedure
endovascolari non garantiscono
ancora risultati a distanza soddisfacenti


Anche i vasi sono coinvolti nei poIitraumi del lavoro, della strada e dello sport . Solo un Intervento tempestivo consente il recupero della vitalità  e funzionalità  dell’arto interessato.

Trauma della strada del braccio di un giovane con lesioni nervose, muscolari e dell'arteria e  vena brachiale.

Trauma della strada del braccio di un giovane con lesioni nervose, muscolari e dell’arteria e vena brachiale.

Le frecce mostrano la ricostruzione dell'arteria brachiale con un segmento della safena del paziente. I nervi, ancora disinseriti, saranno ricostruiti in un secondo momento.

Le frecce mostrano la ricostruzione dell’arteria brachiale
con un segmento della safena del paziente. I nervi, ancora
disinseriti, saranno ricostruiti in un secondo momento.